{"id":1338,"date":"2018-06-14T18:20:59","date_gmt":"2018-06-14T16:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/?p=1338"},"modified":"2024-09-04T15:54:50","modified_gmt":"2024-09-04T13:54:50","slug":"chi-leggera-i-miei-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/2018\/06\/14\/chi-leggera-i-miei-dati\/","title":{"rendered":"Chi legger\u00e0 i miei dati?"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019evoluzione del concetto di BIM quale strumento di gestione del lifecycle management si presenta sempre pi\u00f9 spesso durante i colloqui con i clienti la questione della possibilit\u00e0 di leggere ed utilizzare i dati digitali negli anni a venire.<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 relativo alla propriet\u00e0 del dato, che, sia chiaro, nel momento in cui si decida di dismettere ad esempio una licenza di BIM360 Docs, rimane di propriet\u00e0 del cliente che ha diritto a scaricarlo anche utilizzando le molte applicazioni gratuite basate su Forge per un certo numero di giorni.<\/p>\n<p>Sto parlando invece della possibilit\u00e0 concreta di leggere e manipolare un formato nativo a distanza di anni.<\/p>\n<p>In primo luogo tuttavia bisogna ammettere che questa problematica non riguarder\u00e0 soltanto gli edifici ma tutti gli aspetti della nostra vita digitale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1339 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-11-38-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-11-38-300x199.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-11-38.jpg 511w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/p>\n<p>Questa domanda, contestualizzata su un problema pratico, ci riporta alla paura atavica di essere dimenticati: di fatto, la scrittura stessa \u00e8 stata inventata a questo scopo e a partire dalla scrittura si parla di Storia. Il digitale ripropone il rischio di ritornare alla preistoria \u2013 ho raccontato in un <a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/2016\/12\/16\/il-futuro-e-i-nativi-digitali\/\">precedente articolo<\/a> di come il linguaggio iconico sia semplice per i nativi digitali perch\u00e8 riporta ai linguaggi grafici precedenti alla scrittura vera e propria.<\/p>\n<p>Analogamente, cos\u00ec come accadeva nella preistoria, il digitale ci riporta al \u201crischio dell\u2019oblio\u201d. Un saggio recente del sociologo Yuval Harari conferma appunto che una ipotetica civilt\u00e0 che ritrovasse i nostri resti tra migliaia di anni non avrebbe la possibilit\u00e0 di sapere nulla della vita ad esempio di un adolescente di oggi perch\u00e8 non lascia tracce &#8220;fisiche&#8221; demendando tutta la sua esistenza a blog, messaggi, email, sms&#8230;<\/p>\n<p>Chi di noi pur gestendo un archivio di foto digitali, non ne stampa qualcuna, pensando che s\u00ec \u00e8 bello vederle sull\u2019Ipad, ma infondo non vogliamo negarci la possibilit\u00e0 che qualcuno trovi per caso un domani una foto ingiallita?<\/p>\n<p>Chiaramente questi aspetti sociologici sono solo una parte del \u201cproblema\u201d.<\/p>\n<p>Con l\u2019approssimarsi del next step del BIM, che riguarda chiaramente il Facility Management, ci ritroveremo a gestire patrimoni immobiliari e modelli digitali che dovranno necessariamente essere usati per decine, se non centinaia di anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1342 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-15-03-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-15-03-300x194.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-15-03-1024x663.jpg 1024w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-15-03.jpg 1079w\" sizes=\"auto, (max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/p>\n<p>Oggi, lo sappiamo bene, \u00e8 opportuno iniziare e terminare un progetto basandosi su una sola versione dell\u2019authoring tool che pu\u00f2 talvolta essere definita contrattualmente.<\/p>\n<p>A complicare il quadro c\u2019\u00e8 anche l\u2019aspetto relativo alla subscription delle licenze, per cui se in passato potevo \u201ccongelare\u201d lo status quo \u2013 dotandomi di un formato e di una licenza autorizzata a manipolarlo anche eventualmente dopo la dismissione della mia attivit\u00e0, oggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p>Che fare allora? Di certo non ho la soluzione definitiva in mano perch\u00e8 si tratta di aspetti pi\u00f9 che mai attuali dell&#8217;evoluzione tecnologica e sicuramente si verr\u00e0 a generare in seguito alla domanda un\u2019offerta\u00a0 adeguata ad affrontare il tema della &#8220;manutenzione del patrimonio digitale&#8221;.<\/p>\n<p>Recentemente un cliente mi ha chiesto \u201cla garanzia\u201d che il file in formato nativo venga letto per almeno 20 anni.<\/p>\n<p>Questa domanda \u00e8 oggi una vera e propria &#8220;follia\u201d in primo luogo perch\u00e8 nessuno \u00e8 in grado di fornire questo tipo di \u201cgaranzia\u201d; in secondo luogo perch\u00e8 per una garanzia di questo tipo 20 anni sarebbero troppo pochi! Vogliamo forse prenderci la briga ad esempio di digitalizzare un patrimonio storico millenario per non usarlo pi\u00f9 tra vent\u2019anni? Ne varrebbe davvero la pena?<\/p>\n<p>Se vogliamo parlare di &#8220;garanzie&#8221; oggi possiamo sicuramente azzardare che l&#8217;unica &#8220;garanzia&#8221; \u00e8 fornita dal formato neutro: oggi \u00e8 l&#8217;unico che garantisce neutralit\u00e0 e consultabilit\u00e0 nel tempo e personalmente ritengo che sia proprio il secondo aspetto quello che rende gli IFC cos\u00ec importanti.<\/p>\n<p>Come si legge nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.eubim.eu\/handbook\/\">European BIM handbook<\/a> al paragrafo al par. 3.2.2 :<\/p>\n<p>&#8220;I formati aperti sono cruciali per l&#8217;archiviazione dei modelli. Modelli, disegni e documenti possono essere illeggibili in pochi anni se non sono archiviati in formati standardizzati aperti come i derivati da XML&#8221;<\/p>\n<p>Che sia richiesto o meno dal committente \u00e8 quindi sicuramente buona norma quindi estrarre dall\u2019as built un file in formato IFC volto alla manutenzione e salvarlo in un archivio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro livello della questione riguarda i Common Data Environment. BIM360 Docs \u00e8 in grado di leggere oltre ai formati neutri i formati nativi di decine di file e, se non possiamo garantire che la piattaforma rimarr\u00e0 immutata nei decenni (e guai se lo restasse) \u00e8 chiaro che questo aspetto rimarr\u00e0 sempre un punto fondamentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parlando di un livello ancora diverso di consultabilit\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/knowledge.autodesk.com\/support\/revit-products\/learn-explore\/caas\/simplecontent\/content\/sharing-your-revit-model.html\">ecco altre alternative:<\/a><\/p>\n<p>Revit Viewer. Questa modalit\u00e0 non mi permette di salvare il modello, ma permette di vedere il file salvato, di stampare le tavole esistenti, di linkare il file ad altre discipline per coordinamento e clash detection. Il viewer si attiva automaticamente dopo aver installato una licenza trial che scadr\u00e0 dopo 30 giorni. Quindi la soluzione per una maggior tutela starebbe nell&#8217;archiviare il formato nativo, il formato neutro e anche l&#8217;eseguibile che permetta l&#8217;installazione della versione corrente adatta ad aprirlo.<\/p>\n<p>Posso inolte ai fini della consultazione free usare\u00a0Navisworks nella versione Freedom che non necessita di licenza e permette di aggregare diversi formati di file.\u00a0Di fatto, anche per chi non ha una licenza di Docs, esiste un free <a href=\"https:\/\/viewer.autodesk.com\/\">Large Model viewer<\/a> che permette di accedere alla visualizzazione e lettura delle propriet\u00e0 dei file senza avere una licenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, parlando di neutralit\u00e0 \u00e8 indispensabile ripartire dal concetto iniziale di evoluzione. La neutralit\u00e0 non potr\u00e0 evitare di evolversi verso nuovo livelli, partendo da un concetto di formato neutro fino ad un concetto di \u201cDato Puro\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1343 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-20-02-300x147.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-20-02-300x147.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2018\/06\/2018-06-14_18-20-02.jpg 456w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c9 quello che anticipa la piattaforma <a href=\"https:\/\/forge.autodesk.com\/\">Forge<\/a>, che ha l\u2019ambizione di generare una porta d\u2019ingresso che grazie alle API aperte permetter\u00e0 a qualunque sviluppatore di realizzare un plugin che estragga da qualsiasi file il dato che serve.<\/p>\n<p>Quindi, garanzie non ce ne sono, ma di sicuro c\u2019\u00e8 la garanzia che questa esigenza diventer\u00e0 fondamentale nella nostra vita quotidiana se non volgiamo essere destinati all\u2019oblio, ruotando tutta la nostra vita intorno al nulla e di sicuro l&#8217;evoluzione tecnologica sapr\u00e0 fornirci risposte adeguate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019evoluzione del concetto di BIM quale strumento di gestione del lifecycle management si presenta sempre pi\u00f9 spesso durante i colloqui con i clienti la questione della possibilit\u00e0 di leggere ed utilizzare i dati digitali negli anni a venire.<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 relativo alla propriet\u00e0 del dato,<\/p>\n","protected":false},"author":302,"featured_media":1341,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[381],"tags":[92,10,393,270],"class_list":["post-1338","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale","tag-autodesk","tag-bim","tag-bim-360-docs","tag-dati"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1338","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/302"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1338"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1338\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1338"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1338"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}