{"id":157,"date":"2017-01-23T15:04:13","date_gmt":"2017-01-23T14:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/?p=157"},"modified":"2024-09-04T12:55:16","modified_gmt":"2024-09-04T10:55:16","slug":"la-crisi-delledilizia-e-lopportunita-offerta-dal-bim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/2017\/01\/23\/la-crisi-delledilizia-e-lopportunita-offerta-dal-bim\/","title":{"rendered":"La crisi dell\u2019edilizia e l\u2019opportunit\u00e0 offerta dal BIM"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/2017\/01\/23\/la-crisi-delledilizia-e-lopportunita-offerta-dal-bim\/\">[blog Autodesk \u201cdal BIM in poi\u201d \u00a0\u2013 autore:\u00a0Ilaria Lagazio]\u200e<\/a><\/p>\n<p>Il Nuovo\u00a0Codice Appalti e l&#8217;approvazione della norma UNI 11337 stanno confermando quello che sosteniamo da tempo: la crisi dell&#8217;edilizia non \u00e8 solo economica ma anche e soprattutto strutturale, legata ad un tessuto tecnologico e organizzativo delle professioni obsoleto, che potremo superare solo grazie ad uno &#8220;svecchiamento&#8221; dei Processi progettuali e costruttivi.<\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo del Building Information Modeling \u00e8 pertanto il punto di partenza che ci permetter\u00e0 di scardinare definitivamente un processo progettuale tutto italiano fatto di errori, mancanze e dilatazione incontrollabile di tempi e costi, che ci esclude a priori da una competizione internazionale basata sul rigore e la precisione.<\/p>\n<p>Riporto\u00a0di seguito un dettagliato articolo a favore del BIM che scrissi\u00a0qualche anno fa sotto la spinta\u00a0emotiva di una prima bocciatura del BIM a livello legislativo.. Probabilmente i tempi non erano ancora maturi e per questo ritengo queste riflessioni pi\u00f9 attuali di allora: una (forse)\u00a0impietosa analisi dell&#8217;industria delle costruzioni che si stava ancora chiedendo se ci sarebbe stata una via d&#8217;uscita&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.ingenio-web.it\/Articolo\/2126\/La_crisi_dell_edilizia_e_l_opportunita_offerta_dal_BIM.html\">Articolo pubblicato\u00a0su Ingenio Web<\/a>\u00a0il 3-10-2014)<\/p>\n<p>In fase di crisi economica \u00e8 frequente \u2013 lo percepisco quotidianamente confrontandomi con i clienti \u2013 lo sforzo di \u00a0individuare i maggiori fattori di spreco per ridurli al minimo e per mantenere un margine di profitto a fronte di un costo competitivo. Nel periodo precedente alla crisi, specificatamente nel mondo dell\u2019edilizia, per decenni, questa analisi \u00e8 completamente mancata.<\/p>\n<p>A differenza di quanto accade nell\u2019industria, il profitto non \u00e8 stato investito in ricerca, ma al contrario, gli ampi margini hanno frenato la crescita, nella assurda illusione che il mancato coordinamento, gli errori progettuali ed operativi avrebbero sempre trovato rimedio in fase costruttiva.<\/p>\n<p>Le cose solo apparentemente andavano \u201cbene\u201d: gi\u00e0 allora chi come me lavorava nelle nuove tecnologie e aveva un occhio su quanto stava accadendo negli altri Paesi, si rendeva conto che il treno dell\u2019innovazione rischiava di passare lasciandoci indietro; purtroppo ricordo bene di miei seminari sul \u201cBuilding Information Modeling\u201d quasi deserti, la sensazione di sentirsi una \u201cCassandra\u201d e l\u2019assurda obiezione che \u201cin Italia non si pu\u00f2 fare&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 diventato cos\u00ec un plico di carta invece che una attenta pianificazione, la certificazione un impiccio burocratico invece che una \u201cprogettazione sostenibile\u201d e la macchina edilizia un carrozzone di sprechi, certificazioni e parcelle inutili.<\/p>\n<p>Quando oggi mi trovo di fronte a interlocutori che si chiedono quali processi implementare, su quali mercati espandere la loro offerta per far fronte all\u2019emergenza, mi rendo conto di poter affermare, senza retorica, che abbiamo ancora di fronte una opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Si stima che la fase di cantiere tradizionale\u00a0 generi uno spreco in termini di manodopera e materiale compresa tra il 20 e il 50 % del costo costruttivo. Committenti e imprese di costruzione, soprattutto fuori dai confini nazionali hanno iniziato a prendere coscienza di questo possibile margine aggiuntivo e a \u201crazionalizzare\u201d il processo progettuale dalla modellazione al cantiere.<\/p>\n<p>Altri fattori a livello globale, che a lungo abbiamo ignorato, \u00a0stanno spingendo per un \u201cammodernamento\u201d della filiera edilizia apportando cambiamenti alla metodologia di lavoro. In questi fattori rientrano gli aspetti legati alla sostenibilit\u00e0 in senso globale ovvero in termini di emissioni in atmosfera, consumo di risorse, consumo di territorio problematiche legate agli approvvigionamenti di gas, sostenibilit\u00e0 legata alla manutenzione.<\/p>\n<p>E\u2019 difficile credere che senza modificare il metodo di progettazione attuale potremo tornare ad essere competitivi in una economia globale, soprattutto a fronte di nuove economie che hanno avuto anche il grande vantaggio di partire da zero, strutturandosi a priori per fare fronte alle esigenze di una economia globalizzata e moderna.<\/p>\n<p>Certamente le cose non cambieranno, se non cambieremo il modo di lavorare, di collaborare, di intendere la\u00a0 progettazione.<\/p>\n<p>Dal mio punto di vista \u00e8 certo che abbiamo ancora la possibilit\u00e0 di trasformare queste sfide in enormi opportunit\u00e0 di crescita. Mi occupo di Building Information Modeling da anni, da prima ancora di sapere che questo metodo di lavoro avesse un nome, affascinata da un\u2019idea di progetto dove tutto poteva essere l\u00ec, a portata di click, a disposizione di tutti e in qualsiasi fase progettuale, pensando ad un domani in cui il <em>Dato &#8211; <\/em>o<em> l\u2019Informazione &#8211; <\/em>\u00a0potesse essere anche condivisibile in tempo reale.<\/p>\n<p>Ho continuato a parlare di BIM per professione, confidente che il BIM non potesse che essere vincente, perch\u00e8 \u201cIntelligente\u201d e come tale, universale. E non solo \u201call\u2019estero\u201d , perch\u00e8 i metodo \u201cintelligenti\u201d lo sono ovunque e l\u2019ingegnere sa che su ci\u00f2 che \u00e8 logico e razionale, chiaro ed evidente pu\u00f2 contare.<\/p>\n<p>Il BIM \u00e8 \u201cintelligente\u201d perch\u00e8 appunto condivide l\u2019INFORMAZIONE; \u00e8 universale perch\u00e8 ogni oggetto rappresenta se stesso, in modo univoco e non soggetto a interpretazioni, legende n\u00e8 unit\u00e0 di misure. Il BIM rappresenta la realt\u00e0 per quello che \u00e8.<\/p>\n<p>La vera Rivoluzione Copernicana offerta dal BIM \u00e8 che ognuno dei progettisti deve necessariamente mettere da parte la <em>sua <\/em>specializzazione a favore del modello \u2013 che diventa unico e solo attore protagonista del progetto. Nessun ruolo nella filiera del BIM \u00e8 dominante, tutti ruotano intorno al vero protagonista: il progetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-993 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/1-300x185.png\" alt=\"1\" width=\"581\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/1-300x185.png 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/1.png 591w\" sizes=\"auto, (max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p>\u00c9 in parte un tornare indietro ai tempi in cui l\u2019architetto era anche \u201c<em>concept designer<\/em>\u201d dell\u2019opera, strutturista, impiantista e , non per niente, costruiva spesso un modello integrato per ragionare sull\u2019opera <em>nel suo complesso. <\/em>Possiamo affermare che le grandi opere che hanno fatto grande l\u2019Italia seguivano a loro modo una metologia BIM.<\/p>\n<p>Effettivamente dopo la sua introduzione iniziale il BIM si \u00e8 parzialmente diffuso in italia ottenendo un riscontro positivo dagli ambienti architettonici; chiaramente si trattava di una implementazione parziale, incompleta e inconsapevole, legata essenzialmente ai vantaggi pratici e grafici (correttezza, coordinamento delle tavole, gestione del file, generazione di piante e sezioni ecc). Le motivazioni di questo \u201cdifetto di forma\u201d vanno attribuite in parte alle responsabilit\u00e0 delle softwarehouse, tendenzialmente legate al settore architettonico, in parte ai professionisti stessi che hanno travisato il concetto di DATO, e hanno continuato a lavorare indipendentemente da una connessione con il processo BIM, limitando l\u2019 implementazione di un metodo all\u2019utilizzo di uno specifico software.<\/p>\n<p>Modellare in BIM non \u00e8 \u201cdisegnare\u201d. Modellare in BIM \u00e8 \u201cprogettare\u201d e di pi\u00f9. Significa approcciarsi al progetto da tutti i punti di vista, a partire volendo, da una modellazione concettuale che gi\u00e0 embrionalmente porta informazioni relative al luogo, all\u2019orientamento, ai volumi sfruttabili, alla destinazione d\u2019uso e modella la sua forma in base ad aspetti estetici e funzionali, quali ad esempio volumi disponibili, ombreggiature, esposizioni al vento e stima dei consumi.<\/p>\n<p>Un progetto ben pensato a priori, difficilmente diventer\u00e0 un progetto mal fatto.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte \u00e8 comprensibile che i professionisti non si siano fatti carico autonomamente di modificare un metodo di lavoro consolidato: il BIM \u00e8 un metodo di lavoro che presuppone una condivisione e spesso questa in Italia non avviene.<\/p>\n<p>Il tessuto professionale \u00e8 il primo elemento che deve cambiare per dare spazio a un metodo organizzato: devono definirsi delle cooperazioni stabili, dei rapporti subordinati costanti e deve instaurarsi una mentalit\u00e0 che premia il lavoro ben fatto.<\/p>\n<p>L\u2019aggravante per il professionista \u00e8 che il maggior beneficio del BIM non \u00e8 per lui ma per l\u2019impresa di costruzione. \u00c9 infatti in fase costruttiva che il maggior impegno iniziale e la buona progettazione danno i maggiori vantaggi. \u00c8 l\u00ec che l\u2019operatore \u00e8 in grado di fruire maggiormente di un modello integrato, simulando un vero e proprio cantiere virtuale e mettendosi al riparo da ogni tipo di inconveniente e modificando a colpi di mouse ci\u00f2 che in passato veniva risolto con il martello pneumatico.<\/p>\n<p>L\u2019impresa di costruzioni \u00e8 il pricipale beneficiario di una metodologia BIM, che ha il merito di traghettare il cantiere da una installazione artigianale a un sitema industriale a tutti gli effetti. Del resto, se in cantiere si esercitano i maggior sprechi \u00e8 ovvio l\u00ec che si possa ottenere il maggior risparmio.<\/p>\n<p>Una delle principali obiezioni che ho ascoltato in questi anni \u00e8 stata come ho anticipato che il BIM ben si adatta ad un aprogettazione in stile \u201cstatuinitense\u201d e poco invece ad un contesto europeo, storico, dove pochi sono gli edifici nuovi e regolari.<\/p>\n<p>Porter\u00f2 di seguito le immagini relative a un piccolo esempio di riqualificazione, che \u00e8 ormai evidente debba diventare il focus di tutti gli sforzi a livello pubblico e privato sviluppato completamente con metodologia BIM.<\/p>\n<p>Si tratta di una casa unifamiliare, di piccole dimensioni, seguita personalmente: il classico target del micro-studio professionale, che avvalendosi di un paio di figure professionali si deve occupare di tutti gli aspetti, realt\u00e0 molto\u00a0 diffusa in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019edificio ha subito un restyiling, un ampliamento e al contempo una\u00a0 riqualificazione energetica totale portandosi da una classe energetica E ad una classe A e permettendo grazie ad un isolamento a cappotto termico, serramenti a bassa trasmittanza, eliminazione dei ponti termici e installazione di impianti solare e fotovoltaico di azzerare le emissioni di CO2 in atmosfera, avvalendosi unicamente di una pompa di calore. Si \u00e8 teso a raggiungere i valori indicati dalla norma Passivhaus i cui limiti sono pi\u00f9 restrittivi delle norme nazionali.<\/p>\n<p>L\u2019analisi \u00e8 stata dettagliata grazie al supporto del modello BIM che ha permesso di valutare l\u2019impatto delle singole scelte estetiche e funzionali.<\/p>\n<p>Di seguito sono descritte attraverso immagini le varie fasi di elaborazione del progetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Valutazioni preliminari<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-994 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/2.-300x213.jpg\" alt=\"2.\" width=\"587\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/2.-300x213.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/2.-1024x726.jpg 1024w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/2..jpg 1150w\" sizes=\"auto, (max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Modellazione architettonica\/strutturale, fasi<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-995 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/3.-300x202.jpg\" alt=\"3.\" width=\"640\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/3.-300x202.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/3.-1024x689.jpg 1024w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/3..jpg 1228w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Analisi delle alternative progettuali<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-996 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/4-300x181.png\" alt=\"4\" width=\"650\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/4-300x181.png 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/4-1024x617.png 1024w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/4.png 1340w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-997 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/5.-300x192.jpg\" alt=\"5.\" width=\"689\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/5.-300x192.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/5..jpg 853w\" sizes=\"auto, (max-width: 689px) 100vw, 689px\" \/><\/p>\n<p>Approfitto del tema \u201crendering\u201d per fare una piccola parentesi. Da ingegnere, per me il rendering \u00e8 sempre stato un tema molto secondario, perch\u00e8 distoglie da quello che \u00e8 il focus della funzionalit\u00e0 dell\u2019edificio. Al contrario, il BIM apre la porta al rendering in modalit\u00e0 spontanea: i materiali, il sole, le luci e l\u2019esposizione sono gi\u00e0 inseriti nel database, fanno parte della natura degli oggetti e del progetto.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 del dato addizionata alla potenza del server remoto (calcolo cloud) ci permette di generare quanti calcoli di rendering volgiamo, senza defocalizzarci dal nostro progetto, semplicemente richiedendo una elaborazione di fotogrammi o panorami che stiamo osservando.<\/p>\n<p>Naturalmente se vogliamo generare una resa fotografica possiamo utilizzare lo stesso modello BIM generato in Revit ed importarlo in un software dedicato come 3DS Max evitando la fase di input dei dati dei materiali.<\/p>\n<p>Di seguito alcune immagini relative ai flussi di dati che si possono evidenziare sul progetto:<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Workflow interdisciplinare:<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-998 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/6-300x229.jpg\" alt=\"6\" width=\"644\" height=\"492\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/6-300x229.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/6-1024x782.jpg 1024w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/6.jpg 1028w\" sizes=\"auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px\" \/><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Workflow strutturale:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-999 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/7-300x228.jpg\" alt=\"7\" width=\"625\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/7-300x228.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/7.jpg 869w\" sizes=\"auto, (max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Workflow impiantistico<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1000 aligncenter\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/87-300x215.jpg\" alt=\"87\" width=\"647\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/87-300x215.jpg 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/02\/87.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/><\/p>\n<p>Concludendo, in piena crisi del settore, il BIM \u00e8 uno dei fattori di innovazione di cui abbiamo maggiormente bisogno. Occorre fare presto, perch\u00e8 i Paesi stranieri sono gi\u00e0 di gran lunga avanti a noi. Non \u00e8 vero che in Italia non si pu\u00f2 fare: si pu\u00f2 e si deve fare. Se abbiamo saputo cavarcela in passato restando competitivi con metodi approssimativi, possiamo solo immaginare quali nuovi spunti possa offrire un metodo razionale, intelligente e flessibile come quello offerto dal BIM.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/2017\/01\/23\/la-crisi-delledilizia-e-lopportunita-offerta-dal-bim\/\">[blog Autodesk \u201cdal BIM in poi\u201d \u00a0\u2013 autore:\u00a0Ilaria Lagazio]\u200e<\/a><\/p>\n<p>Il Nuovo\u00a0Codice Appalti e l&#8217;approvazione della norma UNI 11337 stanno confermando quello che sosteniamo da tempo: la crisi dell&#8217;edilizia non \u00e8 solo economica ma anche e soprattutto strutturale, legata ad un tessuto tecnologico e organizzativo delle professioni obsoleto,<\/p>\n","protected":false},"author":302,"featured_media":160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[382],"tags":[10,22],"class_list":["post-157","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-edifici","tag-bim","tag-edilizia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/302"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}