{"id":759,"date":"2016-07-14T10:52:41","date_gmt":"2016-07-14T08:52:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/?p=759"},"modified":"2024-09-04T12:46:05","modified_gmt":"2024-09-04T10:46:05","slug":"software-e-interoperabilita-qualche-riflessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/2016\/07\/14\/software-e-interoperabilita-qualche-riflessione\/","title":{"rendered":"Software e INTEROPERABILITA&#8217;: qualche riflessione&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em>[blog Autodesk &#8220;<a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/\"><strong>dal BIM in poi<\/strong><\/a>&#8221; \u00a0&#8211; autore:\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/author\/ilarialagazio\/\">Ilaria Lagazio<\/a><\/strong>]<\/em><\/p>\n<p>Negli ultimi mesi ho notato un crescente e virale interesse nei confronti delle problematiche relative all\u2019interoperabilit\u00e0 tra piattaforme differenti.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 evento in cui non compaiano le \u201cdomande standard\u201d: \u201cRevit \u00e8 certificato IFC? \u00e9 vero che il BIM Autodesk \u00e8 \u201cchiuso\u201d?\u201d<\/p>\n<p>Interrogativi che in parte sorgono spontanei leggendo l\u2019articolo 23 del Nuovo Codice Appalti \u2013 comma 13, che enunciando la possibile richiesta da parte delle stazioni appaltanti dell\u2019uso di metodi e strumenti elettronici precisa: \u201c<em>Tali strumenti utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e di non limitare il coinvolgimento di specifiche progettualit\u00e0 tra i progettisti\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sottolineo <strong>in parte, <\/strong>perch\u00e8 credo anche che ci sia stata una forte intenzionalit\u00e0 da parte del mercato (o \u201cmarketing\u201d) nel\u00a0 travisare il concetto di \u201cpiattaforme interoperabili\u201d e \u201cformati aperti\u201d riducendo la assai complessa questione ad una pura esportazione in formato IFC in concomitanza con la nascita di svariate alleanze di produttori &#8220;OPEN BIM\u201d che\u00a0hanno sottinteso\u00a0implicitamente esclusi gli altri (tra cui Autodesk) dalla gamma dei &#8220;BIM APERTI&#8221;.<\/p>\n<p>Prover\u00f2 a rispondere prima in maniera chiara alla domanda principe: Revit non solo \u00e8 certificato IFC, ma soprattutto l\u2019opzione IFC \u00e8 stata aggiunta in Revit gi\u00e0 nel 2007 e dal 2012 il codice IFC di Revit \u00e8 un \u201cOpen Source\u201d in modo da poterlo anche personalizzare per adattarlo alle varie situazioni (in quanto come vedremo non \u00e8 sempre perfettamente esauriente).<\/p>\n<p>Aggiungo a tal proposito che Autodesk \u00e8 Socio Fondatore della associazione \u201cBuilding Smart International\u201d dal lontano 1995 ed ha sempre fortemente supportato il formato IFC, tanto da avere oggi il maggior numero di software IFC compatibili (14 interfacciati e 7 certificati) tra tutti i maggiori provider di software.<\/p>\n<p>Se volete sorridere del nostro passato a questo proposito date un\u2019occhiata a questo simpatico filmato, &#8220;IFC &#8211; Where it all started &#8211; the end of Babel&#8221; datato 1994.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"IFC - Where it all started - The End of Babel - Part 1\/2\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/g_jmGQvr6dQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>E che dire poi, parlando di interoperabilit\u00e0, del concetto stesso di AutoCAD (ebbene s\u00ec forse per la prima volta mi sentite parlare di AutoCAD!) che nel lontano 1982 ha costituito il primo CAD al mondo basato sul principio di interoperabilit\u00e0: si trattava infatti di un CAD che funzionava su qualsiasi PC, creando una netta discontinuit\u00e0 col passato, quando ogni sistema CAD era associato ad uno specifico hardware: Autodesk \u00e8 nata con un concetto intrinseco di interoperabilit\u00e0.<\/p>\n<p>E che dire ancora di tutti gli Application Program Interface (API) appositamente sviluppati per ogni versione dei software Autodesk, proprio per permettere a qualunque sviluppatore di dialogare con essi?<\/p>\n<p>Quindi la risposta pi\u00f9 semplice e immediata che posso dare \u00e8 la pi\u00f9 banale: \u00e8 evidente che Autodesk supporta l\u2019interoperabilit\u00e0 ed investe in interoperabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma\u00a0allora perch\u00e8 tante obiezioni relative al BIM Autodesk come un BIM \u201cchiuso\u201d? \u00a0Qui bisogna fare chiarezza.<\/p>\n<p>Il BIM Autodesk non \u00e8 affatto \u201cchiuso\u201d o \u201cpi\u00f9 chiuso\u201d di altri BIM concorrenti. Il BIM Autodesk \u00e8 invece \u201cCompleto\u201d. Questo significa che pur dando per scontato il fatto che \u00e8 indispensabile interoperare e investire in interoperabilit\u00e0, la soluzione Autodesk consente di sviluppare tutto il progetto rimanendo, volendo, all\u2019interno di casa Autodesk, riducendo magari al minimo l\u2019utilizzo di plugin locali (interoperabili) per considerazioni molto specifiche.<\/p>\n<p>Mi preme anche sottolineare che \u201cBuilding Smart International\u201d co-fondato da Autodesk \u00e8 l\u2019UNICO ente al mondo in grado di CERTIFICARE i software dal punto di vista IFC compatibility.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-765\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/07\/Picture2-300x66.png\" alt=\"Picture2\" width=\"390\" height=\"86\" srcset=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/07\/Picture2-300x66.png 300w, https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/07\/Picture2.png 416w\" sizes=\"auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/p>\n<p>Permettetemi di aggiungere di fare molta attenzione: solo ed esclusivamente questo tipo di targhetta vi d\u00e0 la garanzia che un software \u00e8 certificato IFC e vi dice in che termini:\u00a0tutto il resto \u00e8 solo marketing.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/07\/image.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" style=\"margin: 0px\" title=\"image\" src=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-content\/uploads\/sites\/68\/2016\/07\/image_thumb.png\" alt=\"image\" width=\"401\" height=\"559\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p>Detto questo, una dovuta riflessione su cosa \u00e8 veramente il formato IFC e cosa possiamo illuderci di ottenere a mio avviso \u00e8 indispensabile.<\/p>\n<p>Prima di tutto IFC \u00e8 un formato DI SCAMBIO. Non si pu\u00f2 lavorare in IFC, si pu\u00f2 solo scambiare informazioni. Ad oggi ritengo, ma smentitemi se avete altre evidenze, che il modo pi\u00f9 interessante di lavorare interoperando con un collega che mi invia un suo formato IFC \u00e8 linkarlo al mio file in Revit. Oppure, se lo devo solo interrogare posso pensare di aprirlo con il <a href=\"https:\/\/a360.autodesk.com\/viewer\/\">Large Model Viewer <\/a>(<a href=\"https:\/\/a360.autodesk.com\/viewer\/\">https:\/\/a360.autodesk.com\/viewer\/<\/a>)\u00a0gratuito online, che perlatro aprirebbe tranquillamente anche il formato nativo originale. Se poi lo dovessi usare per la gestione del cantiere potrei aprirlo con Navisworks, ma ancora una volta\u2026 potrei usare il formato nativo. Spero che questi dubbi inizino a far porre delle domande\u2026<\/p>\n<p>Altra domanda tipica dell\u2019utente: perch\u00e8 esportando in IFC da un software certificato e reimportandolo sullo stesso software non ottengo esattamente indietro tutte le informazioni?<\/p>\n<p>Perch\u00e8 esattamente come sto cercando di spiegare, IFC oggi ha ancora delle limitazioni. Un software viene certificato IFC regolarmente se \u00e8 in grado di importare \/ esportare una certa serie di parametri definiti; anno dopo anno i software evolvono, i link migliorano, il formato IFC cambia (2&#215;3, 4.0 ecc) pi\u00f9 parametri vengono mappati e la vita del progettista migliora.<\/p>\n<p>Nonostante la mia puntuale critica, io credo fermamente che il formato IFC sar\u00e0 il futuro, insieme ad altri tool di collaborazione.<\/p>\n<p>Volendo spingere al limite il concetto di interoperabilit\u00e0 <em>\u201cal fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie \u201c <\/em>perch\u00e8 non potremmo pretendere ad esempio che un fornitore di carpenteria\u00a0per un edificio in acciaio\u00a0utilizzasse\u00a0un formato IFC per la produzione\u00a0a controllo numerico, costringendolo a modificare i formati di input delle macchine? Non pensate che il produttore ci darebbe dei pazzi?<\/p>\n<p>O perch\u00e8 non potremmo insistere che per un calcolo energetico invece di un formato gbXML, un Energy Manager si potrebbe accontentare di un IFC?<\/p>\n<p>E che dire della progettazione infrastrutturale, dove il concetto di IFC \u00e8 solo agli albori?<\/p>\n<p>Occorre fare attenzione che tutta questa sete di neutralit\u00e0 non finisca per diventare una ortodossia, che porterebbe come possiamo facilmente immaginare ad un formato &#8220;ufficiale&#8221; in IFC e un sottobosco di scambi tra i professionisti di formati utilizzati sui quali non sarebbe poi possibile gestire alcuna contestazione dal momento che non sono ufficiali, mentre uno degli scopi principali del BIM \u00e8 proprio quello di avere un modello come riferimento incontestabile.<\/p>\n<p>Insomma, la mia riflessione vuole essere solo un punto di partenza per comprendere quanto vasta sia la problematica dell\u2019interoperabilit\u00e0 che giustamente viene sollevata in ambito di appalti pubblici e senza dubbio va garantita al massimo la neutralit\u00e0, ma di sicuro non \u00e8 consegnando un file IFC (che pure ritengo sia l&#8217;obiettivo che ci dobbiamo porre a medio termine) che ci possiamo ritenere al sicuro da tutti i problemi.<\/p>\n<p>E di sicuro, scegliere un Software solo in base alla sua targhetta IFC \u00e8 una scelta sbagliata.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima riflessione: gli anglosassoni, che sono molto pi\u00f9 avanti di noi rispetto al BIM, nelle loro norme di riferimento per il \u201cBIM Level 2\u201d, non richiedono mai in nessuna fase un file in formato IFC: possibile che nessuno si preoccupi da loro della concorrenza libera, o forse ci sfugge qualcosa?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che viene richiesto nei Paesi Anglosassoni per il BIM Level 2, anche per gli appalti pubblici \u00e8 il file NATIVO, i pdf di tutte le tavole e il file COBie (Construction Operation Building Information Exchange), anche esso esportabile da Revit e da Navisworks, che, guardacaso perch\u00e8 gli inglesi sono pi\u00f9 avanti di noi, si riferisce alla fase di handover e gestione del manufatto edilizio, spostando la vera centralit\u00e0 del discorso BIM dalla fase di progetto al Facility Management.<\/p>\n<p>In questo mondo in rapida evoluzione, mi sorge quindi il dubbio che mentre ci accingiamo ad intraprendere la nostra strada verso il BIM e forse a renderla troppo rigida e mentre il formato IFC evolve, le cose saranno probabilmente destinate a cambiare ancora\u2026\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per approfondimenti:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.autodesk.com\/interoperability\">www.autodesk.com\/interoperability<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.autodesk.com\/campaigns\/interoperability\">www.autodesk.com\/campaigns\/interoperability<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/buildingsmart.org\/compliance\/certified-software\/\">http:\/\/buildingsmart.org\/compliance\/certified-software\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>[blog Autodesk &#8220;<a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/\">dal BIM in poi<\/a>&#8221; \u00a0&#8211; autore:\u00a0<a href=\"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/author\/ilarialagazio\/\">Ilaria Lagazio<\/a>]<\/em><\/p>\n<p>Negli ultimi mesi ho notato un crescente e virale interesse nei confronti delle problematiche relative all\u2019interoperabilit\u00e0 tra piattaforme differenti.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 evento in cui non compaiano le \u201cdomande standard\u201d: \u201cRevit \u00e8 certificato IFC?<\/p>\n","protected":false},"author":302,"featured_media":753,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[381],"tags":[92,10,153,156,159],"class_list":["post-759","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale","tag-autodesk","tag-bim","tag-ifc","tag-interoperabilita","tag-software"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/302"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/759\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.autodesk.com\/dalbiminpoi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}